LinkedIn e Personal Branding: la tua reputazione digitale inizia da qui

Diciamolo subito, così ci togliamo il pensiero:
il Personal Branding non serve solo a chi cerca lavoro.
Non è una strategia “di ripiego” da adottare quando siamo in crisi professionale, quando abbiamo aggiornato il curriculum o quando stiamo attraversando la fase “forse mi licenzio / forse mi reinvento”.

Serve sempre. A tutte e a tutti. E su LinkedIn, ancora di più.
Che tu sia un* professionista in carriera, un* freelance, un* startupper in cerca di investitori o un* commerciale alla ricerca di nuovi clienti: sei il tuo brand. E il tuo brand parla anche quando tu non scrivi nulla.
(Anzi, spesso parla più forte proprio quando non fai niente: ci hai mai pensato?)


Ma perché il Personal Branding è così importante nel mondo digitale?

Perché ci siamo dentro fino al collo.
Viviamo in un mondo dove le persone ti googlano prima di risponderti a una mail, controllano il tuo profilo LinkedIn prima di darti un appuntamento, e decidono se contattarti o no… in 5 secondi di scroll.

Prendersi cura del proprio brand personale significa gestire la percezione che gli altri hanno di noi.
Lo facciamo già nella vita offline: quando andiamo a una riunione sappiamo come vestirci, che tono usare, come presentarci.

Perché online dovrebbe essere diverso?
Spoiler: non lo è.

E LinkedIn è la nostra vetrina principale. Non è un social per pubblicare meme, non è il posto dove condividere le foto della colazione (a meno che tu non lavori per un brand di biscotti). È il luogo dove costruisci la tua reputazione professionale, ogni singolo giorno.


Cose da non fare su LinkedIn (ve lo chiedo per favore)

Siamo onesti: il miglior Personal Branding parte dal non fare danni.
Quindi, prima di parlare di strategie, vediamo un paio di cose che sarebbe meglio evitare.

  • Insegnare la vita: non serve. Davvero. Le frasi tipo “E poi ho capito che nella vita bisogna solo crederci, e che bisogna sempre rialzarsi dopo le cadute” lasciamole a qualche libro motivazionale di dubbio gusto. Se hai qualcosa da dire, dillo. Ma evita di posizionarti come il nuovo guru del karma professionale.
  • Copia/incolla selvaggio nei messaggi privati: ricevere un “Ciao Luca” quando ti chiami Giulia è sempre una bella botta di autostima. Prenditi 10 secondi per leggere il nome della persona, magari dai anche un’occhiata al profilo. Il networking si fa con cura, non con l’automazione cieca.
  • Lamentarsi a caso: certo che puoi criticare. Certo che puoi parlare delle cose che non vanno. Ma attenzione al tono: il blame game stanca in fretta. Meglio una critica costruttiva, con una proposta, una visione o almeno un punto di vista.
  • Esagerare con i titoli: sei CEO & Founder di tre startup a 22 anni? Ottimo, complimenti. Ma attenzione a non perdere di credibilità. Il personal branding non è fare scena: è costruire fiducia.

Torniamo seri: perché fare Personal Branding?

Perché funziona.
Perché ti aiuta a:

  • rafforzare la tua credibilità digitale
  • aumentare la tua autorevolezza nel settore
  • farti trovare dalle persone giuste, al momento giusto

Il Personal Branding non è solo visibilità, è posizionamento.
Significa decidere come vuoi essere percepitə nel tuo mercato, nel tuo settore, nella tua community.
Significa attirare le opportunità giuste — clienti, partner, investitori, recruiter — senza dover inseguire nessuno.


Ok, ma come si fa Personal Branding su LinkedIn?

Ci sono molte strategie possibili, ma te ne anticipo tre:

  1. Ottimizza il profilo: no, non basta mettere una bella foto. Il tuo profilo deve parlare di te, con chiarezza e coerenza. Headline, sommario, contenuti in evidenza: ogni sezione deve comunicare valore.
  2. Crea contenuti con una tua voce: scrivere post non significa diventare creator. Significa avere qualcosa da dire — un’esperienza, un’osservazione, un consiglio — e condividerla con autenticità. Non copiare. Non scrivere per l’algoritmo. ChatGPT ti può aiutare, ma non sostituire. Scrivi per le persone.
  3. Interagisci con le altre persone: commenta, confrontati, valorizza. Il Personal Branding è anche relazione: non basta parlare, bisogna anche ascoltare e contribuire.

Chi dovrebbe fare Personal Branding?

Tutti. Ma proprio tutti.
Non importa se sei in cerca di lavoro, se stai lanciando una startup, se sei freelance, manager,  junior o  C-Level.

Personal Branding non è per chi “vuole diventare famoso o famosa”, è per chi vuole costruire un’identità professionale solida. E oggi, nel mondo digitale, non si può più farne a meno.


Vuoi iniziare a lavorare sul tuo Personal Branding, ma non sai da dove partire?

Beh, è esattamente quello che di cui parlo nei miei corsi.
Ogni percorso è pensato per aiutarti a costruire un brand personale coerente, autentico e strategico nel mondo digitale — LinkedIn in primis.

🎯 Che tu voglia trovare nuove opportunità, attrarre clienti, o semplicemente raccontare meglio chi sei e cosa fai, posso aiutarti a farlo con metodo (e con un pizzico di ironia, che non guasta mai).📩 Scrivimi per ricevere qualche informazione in più sui miei corsi di Personal Branding: lavoriamo insieme per costruire il tuo Brand digitale!

Torna indietro

Il messaggio è stato inviato

Attenzione
Attenzione
Attenzione
Attenzione!

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.

Su ↑