IMPARIAMO AD ASCOLTARE – e parliamo meno

Imparare ad ascoltare veramente è forse la prima regola da seguire quando si parla di ‘vita lavorativa e professionale’ (ovviamente è molto importante anche nella vita personale, ma concentriamoci un attimo sulla prima). La seconda, consequenziale, è quella di parlare meno.

Ascoltiamo il nostro potenziale cliente quando lo incontriamo per la prima volta, così da poter capire quali siano le sue reali necessità.

Ascoltiamo un candidato durante un colloquio, così da riuscire a scoprire qualità nascoste che potrebbero fare al caso nostro.

Ascoltiamo il nostro collega durante una riunione, in modo da poter comprendere meglio un problema per cui noi potremmo avere la soluzione – e viceversa.

Ascoltiamo il nostro capo, che per quanto sia spesso nervoso, potrebbe darci spunti interessanti.

Ascoltiamo i nostri dipendenti, sicuramente ci aiuteranno a capire cosa funziona – e cosa no – nella nostra azienda.

Ascoltiamo questa persona che si sta presentando ad una Fiera, molto probabilmente potrà darci informazioni utili – e, in caso contrario, impareremmo cosa non fare durante una Fiera.

Ascoltiamo i nostri contatti in rete, sicuramente riusciremo ad avere qualche informazione in più su un’Azienda, su una persona, su un settore.

Ascoltiamo il nostro amico che ci fa capire, mentre ci stiamo bevendo una birra a fine giornata, che forse abbiamo sbagliato a prendercela così tanto oggi con quella nostra collega antipatica.

Può sembrare una banalità, e molto probabilmente lo è, ma non dimentichiamoci mai di ascoltare prima di parlare. E cerchiamo di parlare un po’ meno.

P6IFK1ELC6Se ci piace fare monologhi raccontando quanto siamo bravi e potenti  e proprio non riusciamo a farne a meno – battendoci un 5 da soli e dandoci una pacca sulla spalla – cerchiamo di riservare questi momenti ai nostri affetti (amici e famiglie): non perché abbiano fatto qualcosa di male per sorbirsi questi mattoni, ma perché ci vogliono bene, e quindi ci lasceranno sfogare con pazienza.

Però cerchiamo di stare dentro i 5 minuti, perché a tutto c’è un limite.

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